lunedì 16 settembre 2013

Perchè Obama vuole la Siria

Perchè Obama vuole la Siria

Vi siete chiesti in questi giorni perchè Obama sta facendo di tutto per scatenare una guerra in Siria? L'uso di armi chimiche, comprovato ma ormai a quanto pare da attribuire ai “ribelli” anziché al governo, è solo una scusa fittizia, come era una scusa il possesso di armi chimiche da parte dell'Iraq nel 2003 (in quel caso il governo iracheno aveva già da tempo provveduto a smantellare i suoi arsenali non convenzionali). Del resto gli Stati Uniti hanno fatto un abbondante uso di armi chimiche in Vietnam, ed anche le armi al fosforo bianco ed all'uranio impoverito, usate nelle due guerre in Iraq ed in Afghanistan, possono essere considerate chimiche.
Anche le attuali trattative per il disarmo dell'arsenale chimico siriano, fanno più pensare ad un tentativo di indebolire le forze armate siriane per poterle poi attaccare con comodo. Non dimentichiamo che l'arsenale chimico siriano è nato come deterrente in risposta all'arsenale nucleare israeliano, ed ha in effetti svolto un ruolo di contenimento nei confronti dell'ingerenza israeliana negli affari dei suoi vicini settentrionali.
In definitiva, a mio avviso, le trattative non ci allontanano di un passo dalla guerra: sarà il governo di Washington a decidere se attaccare, o meno. Le trattative, che riescano o meno, non possono fare molto per trattenere Obama se davvero ha deciso di fare la sua guerra.

Posto che non sono le armi chimiche la vera ragione della crisi, quali sono dunque le ragioni REALI dietro il pianificato attacco alla Siria? Ne ho individuate tre.

Le pressioni dell'Arabia Saudita.
L'Arabia Saudita da molti anni esercita, grazie ai suoi petrodollari, una forte pressione sul governo di Washington, fino a giungere al punto, così pare, di finanziare le campagne elettorali dei candidati alla presidenza, nella speranza di ottenere la loro fedeltà una volta eletti. A riguardo degli ambigui rapporti tra Stati Uniti e sauditi, non dobbiamo dimenticare il coinvolgimento di questi ultimi nel caso dell'11 settembre, oltre al loro appoggio storico alla cosiddetta “al Quaeda”.
La fedeltà di Washington ai finanziatori sauditi si è palesata anche durante la Primavera Araba, durante la quale i sauditi hanno represso con violenza i manifestanti che chiedevano democrazia e rispetto dei diritti umani, oltre ad occupare militarmente il vicino Bahrein per evitare che vi si installasse un regime democratico. Gli Stati Uniti hanno taciuto di fronte a questi crimini, adirandosi però di fronte ad azioni simili e probabilmente meno gravi compiute in altri paesi islamici.
Quale può essere l'interesse saudita in Siria? In realtà l'Arabia ha molti motivi per porre fine al regime attualmente al potere a Damasco: in primo luogo quest'ultimo è un regime laico e tollerante nei confronti delle altre religioni, mentre i sauditi hanno storicamente usato l'Islam come scusa per reprimere ogni richiesta di democrazia. Insomma, per la monarchia di Riyad è intollerabile che vi siano stati arabi in cui cristiani e musulmani sciiti sono benvenuti, non tanto perchè ai sauditi interessi effettivamente la religione, ma perchè senza il maglio dell'intolleranza religiosa non potrebbero tenere sotto controllo la loro popolazione né i paesi satelliti del golfo persico.
Non solo, ma ai sauditi interessa il controllo diretto della Siria, poiché in questo modo si garantirebbero il controllo assoluto degli oleodotti che dalla penisola arabica arrivano in Turchia (attualmente governata da un regime sempre più sottomesso ai dettami di Riyad) per poi svoltare verso l'Europa.
Insomma, Obama agirebbe come mercenario a difesa degli interessi politici ed economici sauditi. Questo non ci sorprende, vista l'influenza decisiva che i petrodollari sauditi hanno sulla politica statunitense.

Le pressioni delle lobbies degli armamenti
Se, come abbiamo detto a proposito dei sauditi, basta finanziare le campagne elettorali statunitensi per avere un controllo più o meno diretto sul presidente in carica, allora chi più della lobby degli armamenti può esercitare un controllo sulla politica USA, visto i milioni e milioni di dollari che questa da sempre fa piovere sui candidati?
Qualcuno a questo punto si chiederà: ma Obama non aveva preso provvedimenti per ridurre gli armamenti posseduti dai privati? Senza dubbio. Obama ha abilmente sfruttato una serie di gravi incidenti interni, durante i quali i “soliti pazzi” avevano massacrato decine di innocenti grazie ad armi ottenute regolarmente nonostante i loro (veri o presunti) squilibri mentali. Certo, Obama ha fatto pressione per una riduzione delle armi da fuoco in circolazione negli Stati Uniti. Eppure, quale è stato il risultato di questa paranoia anti-armamenti? Un aumento significativo della vendita degli armamenti stessi da parte di cittadini spaventati. Gli statunitensi infatti tendono a fare poco affidamento sulle istituzioni, preferendo difendersi da sé piuttosto che dover contare sulla polizia. Dunque, come diceva il famoso Colombo (il navigatore, non il tenente): << Buscar il levante per il ponente>>, andare ad est passando per l'ovest. Ossia, nel nostro caso, fomentare il terrore delle armi per incitare la popolazione ad acquistare a sua volta armi per autodifesa. Le lobbies degli armamenti ringraziano.
Ma questo ovviamente non poteva bastare. Un conto è vendere un fucile ad un cittadino per poche centinaia di dollari, un conto è vendere un missile al governo per migliaia, milioni di dollari. E come è possibile convincere la popolazione che occorre comprare più missili, più bombe, più aerei? Semplice, facendo scoppiare qualche guerra qua e là.
Anche il Papa ha recentemente sottolineato, coraggiosamente, questa connessione tra industria degli armamenti e guerre locali. Niente di nuovo sotto il sole, ma è incoraggiante che un personaggio carismatico e popolare come Papa Francesco denunci questa piaga.
Insomma, per qualcuno la guerra è un businness da sfruttare fino in fondo, e se non c'è nessuna guerra, allora occorre procurarsela. Nel nostro caso, basta tirare la giacchetta al servizievole presidente Obama ed ecco una guerra servita.

La Cina nuova superpotenza
Le due motivazioni analizzate finora sono tutto sommato rassicuranti; i sauditi potrebbero aspettare un momento più propizio per rovesciare Assad, oppure temporaneamente rivolgersi verso una preda più facile (i governi del Maghreb?), e le lobbies degli armamenti potrebbero accontentarsi, per questa volta, di una nuova guerra in Africa, in attesa anch'esse di una migliore occasione per far scoppiare una VERA guerra su larga scala (pensa agli affari che si farebbero con una guerra regionale, per non parlare poi di una guerra MONDIALE...).
La terza causa è, però, quella che mi preoccupa di più, per il semplice motivo che non nasce da una banale brama di denaro o di potere, ma nasce da un conflitto più profondo, che potrebbe avere conseguenze devastanti a livello planetario. E i precedenti storici purtroppo non sono rassicuranti.
L'alba del nuovo millennio ha visto il risorgere di una nuova grande potenza. La Cina, dopo alcuni secoli di declino, ha ripreso il ruolo di primo piano che storicamente le compete. La sua economia esplosiva e la sua popolazione le hanno dato un peso decisivo su scala mondiale, un'influenza in rapida crescita. Con il loro denaro contante i cinesi hanno comprato un'impresa locale dopo l'altra, hanno investito in titoli ed azioni, insomma hanno rapidamente scalzato gli Stati Uniti dal ruolo di prima potenza economica. La crisi (o meglio, depressione) economica dell'area occidentale è dovuta anche e soprattutto a questo, all'incapacità di competere con il dinamismo della Cina e degli altri paesi non europei in rapida crescita, come l'India e il Brasile, solo per citarne un paio.
Certo, gli Stati Uniti rimangono la prima potenza sul piano militare, ma la loro aggressività ha provocato paura e rabbia in molti suoi nemici.
1999 Serbia, 2001 Afghanistan, 2003 Iraq, 2011 Libia, senza poi contare l'appoggio a ribelli ed integralisti islamici in vari paesi del Medio Oriente, la guerra non dichiarata in Pakistan, e quant'altro. Giusto per fare un breve e incompleto elenco dell'attività militare USA negli ultimi anni.
Certo, potremmo anche citare casi più vecchi come il Vietnam, ma sono altri tempi. Forse è più appropriato ricordare come di recente gli Stati Uniti hanno soffiato sul fuoco delle tensioni locali tra le Coree e tra Cina e Giappone, in base al vecchio principio del divide et impera.
È chiaro come questa aggressività abbia causato una corsa agli armamenti su scala globale. La Cina sta velocemente costruendo una forza militare in grado di operare su scala mondiale; è notizia recente l'entrata in servizio della prima portaerei cinese, per non parlare poi dell'avanzato stadio nello sviluppo di aerei stealth di ultima generazione.
È dunque questione di pochi anni, prima che la Cina sorpassi gli USA anche sul piano della potenza militare. Se poi teniamo in conto della salda alleanza tra Cina e Russia, e dei buoni rapporti di questi con India e America latina, allora ci rendiamo conto che l'alleanza occidentale guidata da Washington manterrà la supremazia militare ancora per poco.
Ed è questa la ragione per cui Obama fa pressione sulla Siria: punta a provocare una reazione di Russia, Iran e, ovviamente, Cina. Obama sa che, al momento, può sperare di vincere una guerra mondiale. Sa anche che tra 5-10 anni la Cina e i suoi alleati saranno molto più forti e dunque imbattibili in una guerra convenzionale.
Dunque è questa la ragione profonda della crisi siriana, la ricerca da parte degli Stati Uniti del casus belli per una Terza Guerra Mondiale? Onestamente, spero proprio di no. Ma purtroppo ho paura che ci siano buone probabilità che Obama miri proprio a questo, ad uno scontro militare su scala globale, al fine di spezzare la potenza cinese sul nascere, e riallineare sotto il giogo americano tutti quei paesi, in primis dell'America latina, che negli ultimi anni hanno sfruttato il declino nordamericano per darsi un governo indipendente.
Del resto, mesi fa il famoso Henry Kissinger, ex segretario di stato USA ai tempi di Nixon, ha suggerito che sarà proprio questo il corso d'azione di Washington nei prossimi anni: prendere il controllo militare sul medio oriente per poi attaccare l'Iran e, da qui, provocare una guerra mondiale contro Cina, Russia e America latina, prima che questi diventino troppo forti.

Venti di guerra mondiale dunque? Forse sì, dipende dalle scelte che l'amministrazione USA compirà nei prossimi giorni. È chiaro comunque che un attacco alla Siria segnerebbe un passo storico in direzione di una Terza Guerra Mondiale, così come l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel 1939 aprì la strada alla Seconda. A chi parla di un ritorno alla Guerra Fredda: svegliatevi, ci siamo dentro già da anni!


NOTA 1: la figura di Barack Obama
A chi pensa che Obama sia meglio dei suoi predecessori, suggerisco di guardare ai fatti; cosa avrebbe fatto di diverso rispetto ai Bush o a Clinton, a parte vincere un immeritatissimo Nobel per la pace? Una riforma per la sanità zoppa, che mirava certamente a fornire cure migliori ai poveri, ma ha anche fatto la gioia dell'industria farmaceutica, che così ha potuto sfruttare una nuova clientela che prima, senza l'aiuto statale, non avrebbe mai potuto permettersi i farmaci. Adesso chiedetevi cosa conta di più per Obama: la salute dei poveri, o i finanziamenti delle lobbies del farmaco? A voi darvi una risposta, la mia la sapete già.
A questo punto vi ripeto: che ha fatto di diverso Obama rispetto ai predecessori? Ve lo dico io: è di colore. E voi siete dei razzisti, se pensate che un uomo sia meglio di un altro in base al colore della sua pelle.


NOTA 2: la Francia
Molto di quanto detto sopra si può applicare anche per la Francia, a parte il fatto che la Francia non pare avere molto interesse ad una guerra mondiale contro la Cina. Senza dubbio la Francia ha dimostrato la sua aggressività verso la Siria spinta dalle lobbies degli armamenti, dai petrodollari sauditi, ma anche dalle lobbies industriali interne. La Francia ha avuto negli ultimi anni una recrudescenza neocolonialista, con interventi in Mali, Repubblica Centrafricana, e chissà quanti altri paesi africani (guarda caso, ex colonie francesi); questi interventi, sulla carta motivati da ragioni umanitarie, non erano altro che tentativi di abbattere o controllare i governi locali, per poi instaurare regimi economici favorevoli alle imprese francesi, che oggi come ai tempi del colonialismo depredano le risorse africane per arricchirsi a dismisura. Anzi, oggi più che allora: durante il colonialismo la Francia era costretta a costruire ferrovie, ospedali, scuole. Ora questo peso ricade sui deboli governi locali, la Francia può concentrarsi a depredare le risorse del territorio senza dover dare nulla in cambio.
La Siria è stata, seppur per poco, una colonia francese. È un caso dunque che la Francia punti ad attaccarla?
La situazione ricorda non poco quella della Libia: anche quest'ultima era ostile alla Francia, e preferiva fare affari con altre potenze (nel caso libico, l'Italia); grazie all'intervento in Libia la Francia ha ottenuto una bella fetta di petrolio libico, sottraendola all'Italia. Mirerà a fare lo stesso con la Siria? Come detto sopra, per capirlo occorre attendere le prossime mosse del presidente francese, il molto-poco-socialista Hollande.


Gianluca Ghetti

16 09 2013

venerdì 19 luglio 2013

Latest completed projects - ultimi progetti realizzati

The last months have been very busy, so I couldn't paint many models, even if I managed to paint a nice amount of figures.

Today I'll show some of the aircraft model I've finished in the last months. Progress has been very slow, for several reasons, and all these models have received less attention than they deserved :(

A causa di diversi impegni la produzione di modelli negli ultimi mesi è stata piuttosto lenta, e nemmeno troppo soddisfacente in termini di qualità. 

Ad ogni buon conto, ecco le foto di alcuni degli ultimi lavori realizzati.


Above we have an Airfix MiG-15. A very nice kit, it seems that Airfix got rid of the old moulds and realized (or bought) new ones. The model deserved some more weathering, but I couldn't bother anymore, this model lingered over my desk for several months and got damaged a few times - someone which I couldn't identify even put some books over it... I managed to restore it at last but it took a lot of effort.

Sopra un MiG-15 della Airfix; prodotto con stampi nuovi e di buona qualità, per cui a quanto pare la Airfix sta facendo finalmente un tentativo di sostituire almeno alcuni dei vecchi stampi con altri di migliore qualità.
Il modello ha attraversato diverse peripezie (tra cui il fatto che qualcuno, non ho ben capito chi, vi ha appoggiato sopra dei libri...). Insomma, visto il lungo restauro necessario non ho avuto nè il tempo nè la voglia di procedere a una finitura più completa. peccato perchè il modello in sè non è affatto male.


Then a Sukhoi Su-27 by Italeri (maybe a Zvezda reissue?). A nice but very simple model - at least as simple as it can be such a huge model! This too take a lot of time to complete, but I'm fairly satisfied by the final result.

Un Sukhoi Su-27 Italeri (da stampi Zvezda?); un kit piuttosto semplice per le sue dimensioni, ma tutto sommato ben fatto. Anche questo modello ha richiesto un sacco di tempo per il completamento, ma perlomeno in questo caso sono riuscito a aggiungere qualche tocco in più. 


Above the comparison between the Su-27 and MiG-15. I knew the Sukhoi was big, but I didn't know it was that big... the poor MiG almost looks it's a 1/144 kit!

Sopra il confronto tra il MiG-15 e il Sukhoi 27. Il MiG sembra quasi un modello 1/144 a paragone!


Then the comparison between the Sukhoi and an old Hasegawa MiG-25. These are very big fighters. The MiG was assembled more than 10 years ago, notice that my painting skills didn't improve much in all those years... :\

Un confronto tra il Su-27 e un'altro grande kit 1/72, il MiG-25 della Hasegawa, un kit vecchio che realizzai più di 10 anni fa. Notare che in tutti questi anni le mie capacità modellistiche non sono aumentate un granchè...


Here a couple of 1/144 kits, a MiG-23 by an unknown maker, and a MiG-25 by Academy (I think at least). The MiG-25 kit is decently detailed for this scale, I completed it as a quick side project. A fun and simple build, pity for some pieces which were a bit warped - maybe the sprue was pulled out of the mould too fast. 
the MiG-23 is in some places nicely detailed, but in other places is quite a poor kit. The nose is halfway between that of a MiG-23 and a MiG-27, seems like the manufacturer couldn't decide which kit to make. That's a very old kit, I build it at least 15 years ago, and it's here just for comparison sake.

Dopodichè un'accoppiata di kit 1/144. Il primo è un MiG-25 dell'Academy (credo), non male per la scala, anche se purtroppo alcuni pezzi erano leggermente deformati, forse perchè espulsi troppo in fretta dallo stampo. L'ho comprato come diversivo dai miei altri progetti, e si è rivelato piuttosto divertente da completare.
L'altro kit (qui presente solo per scopi comparativi) è un vecchissimo MiG-23 montato forse 15 anni fa; non ricordo il produttore. Il kit abbina dettagli di buona qualità ad altri decisamente scadenti; ad esempio il muso, che è una via di mezzo tra quello del MiG-23 e quello del MiG-27 e non somiglia in realtà a nessuno dei due.


Comparative shoot between the two MiG-25s. The 1/144 one may seem small, but in fact is as big as some 1/72 kits.

Foto comparativa tra i due MiG-25; anche se sembra piccolo a confronto, il kit 1/144 è in realtà grande quanto certi kit 1/72.


At last, an Airfix Westland Whirlwind I found at a flea market. A decent kit for its age, pity the upper and lower halves of the wings don't fit - the remainder of the kit is quite good instead. And pity there's only one decal option in the box. I always liked the Whirlwind, it has a very streamlined look.

Per finire un Westalnd Whirlwind della Airfix; il kit pur se vecchio sarebbe di buona qualità, se non fosse che le metà superiori ed inferiori delle ali non combaciano, rovinando l'aspetto del modello - per fortuna le striscie gialle aiutano molto a nascondere il difetto.


Comparison between the Whirlwind and a Bristol Beaufighter, by Matchbox - possibly the first aircraft kit I  completely painted as a kid (before I just built and decalled them, didn't bother at all about the paint job). Notice that the Whirlwind is quite small for a twin engined fighter.

Confronto tra il Whirlwind e un Bristol Beaufighter della Matchbox - forse il primo kit di aereo che abbia mai completato da ragazzino, prima li montavo senza preoccuparmi di dipingerli. Notare come il Whirlwind sia piuttosto piccolo come caccia bimotore. 


sabato 8 giugno 2013

Painting conversions (part 2)

It's been a while since I posted about my ww2 painting conversions, now it's time for the second part.

E' passato molto tempo dal post sulle conversioni pittoriche di figure della 2a guerra mondiale; è il momento di pubblicare la second parte.


First come the SNLF (Special Naval Landing Force) , that is Japan's marines. These are regular japanese but with the unform painted green - I chose feldgrau as base colour. The navy marines and the army infantrymen had similar uniforms, but in different hues.
Some of the figures are cheap pirate copies of the 1/32 Airfix set, which has never been scaled down to 1/72.

Per primi ecco i fanti di marina giapponesi (membri della SNLF, forza speciale da sbarco della marina nipponica, in pratica gli equivalenti dei marines); le divise erano simili a quelle dell'esercito ma in una tonalità più verde (ho usato il feldgrau come colore base). Le figure sono normali fanti giapponesi; alcune pose sono copie pirata del set Arifix 1/32, che non è mai stato realizzato dalla Airfix in 1/72.


Then, we have some italians for the north Africa campaign; these are a mix of regular infantry from Esci/Italeri and Airfix, and some Airfix japanese (again...). The uniform has been painted in different shades of sand, rather than the usual grigioverde. The mix may be rather inaccurate, but is meant as a complement to the scarce italian figures for the african theater (like the Waterloo 1815 set, very nice poses but definitely too few...)

Abbiamo poi alcuni italiani per la campagna del Nord Africa; le figure sono un mix di italiani Airfix e Italeri/Esci, assieme ad alcuni giapponesi Airfix (ancora...); le divise sono dipinte in vari toni di sabbia piuttosto che nel normale grigioverde. Il mix non è del tutto accurato, ma è pensato per supplire alla carenza di figure più adatte (il set Waterloo è bello ma ha troppe poche pose!)



Above we have the most classic of the painting conversions: DAK germans turned into late war germans. In fact, the Airfix DAK figures (here together with some Esci ones) look great this way. 

Sopra la più classica delle conversioni: tedeschi in tenuta tropicale convertiti in tedeschi di fine guerra; le figure sono Esci e Airfix.



Some more germans, this time figures from different infantry sets turned into Luftwaffe field troops. The uniform has been painted blue-gray instead of feldgrau. Another not-much-accurate conversion but a cheap and fun one.

Altri tedeschi, in questo caso figure provenienti da diversi set di fanteria convertiti in soldati delle truppe da campagna della Luftwaffe; una conversione elementare, basta dipingere l'uniforme in grigioazzurro piuttosto che in grigioverde. 


Last, the conversions I'm least satisfied of: ww1 british infantrymen (from Airfix) turned into chinese forces for the interwar period. These aren't much appropriate for the sino-japanese war, but may help differentiate a bit my growing chinese forces.

Per finire, le conversioni di cui sono meno soddisfatto: fanti britannici della 1a guerra mondiale (della Arifix) dipinti come soldati cinesi del periodo tra le due guerre. Non molto adatti per la guerra sino-giapponese, ma ciononostante un modo semplice per aggiungere varietà alle mie forze cinesi.






lunedì 3 giugno 2013

Napoleonic russians

This winter's birthday presents have re-fuelled my interest in napoleonic age figures. While I have no favourite army from that age, the russians are definitely one of the most interesting ones; indeed the russian infantry set from Esci was the first napoleonic set I've ever had, and introduced me to this colourful but bloody age.

Le acquisizioni di questo inverno (inclusi i regali di compleanno) hanno contribuito a riaccendere il mio interesse per il periodo napoleonico. Sebbene un abbia un esercito preferito per quest'era, quello russo è senza dubbio uno dei più interessanti; tra l'altro il mio primo set di figure napoleoniche è stata la scatola di fanteria russa della Esci: avevo 5 o 6 anni, e quella scatola mi fece innamorare del periodo storico e del collezionismo di soldatini "per grandi".

Above the afore mentioned russian infantrymen (or better, grenadiers) from Esci.

Ecco per l'appunto i fanti (in realtà granatieri) russi della Esci; queste figure hanno circa 25 anni, e sono state dipinte suppergiù 10-15 anni fa.


The cavalry, left the curassiers and right the hussars. All figures by Zvezda - Zvezda's napoleonics are possibly the best ones ever, pity they discontinued  the series and didn't make any austrian or prussian set.

Ecco la cavalleria, a sinistra corazzieri e a destra ussari; tutte le figure sono della Zvezda, come al solito figure magnifiche, ed è un peccato che la Zvezda abbia interrotto la serie senza aver prodotto nessun set austriaco o prussiano.


Above the jaegers (left) and the artillery (right), with the command stands in the front. Figures from Esci and Zvezda.

Sopra gli jaegers (sin.) e l'artiglieria (des.), con le basette di comando davanti. Figure Esci e Zvezda.



At last, some crimean war russians from Esci. While not really suitable for napoleonic war, they've been close enough for wargames, especially until I had more suitable figures. These too are from a childhood set I have since the late '80s.

Per finire alcuni russi della guerra di Crimea (Esci). Di certo storicamente poco accurati come napoleonici, ma hanno contribuito ad ingrossare le fila dei loro compatrioti in diversi wargame, finchè figure più adatte non si sono rese disponibili. Anche questi risalgono agli anni 80, al massimo primi 90.



sabato 16 marzo 2013

Napoleonic experiments - esperimenti napoleonici

After a lot of ww2 wargaming, and a bit of medievals and ancients, I wanted to experiment something different. When I was a child I had a nice collection of Esci and Airfix napoleonics, they were amongst my favourite childhood toys, and I even painted most of them when I grow up. So no wonder i decided to get back to my old love. 
My current plans include expanding my current armies and at the same time developing a set of rules to play with. At the moment I'm focusing on the Waterloo campaign, especially because most of my old figures were for the late napoleonic era. Then I'll turn to the Lipsia campaign, and after that the invasion of Russia. In fact I'm planning to complete my collection going backwards in time, starting from the 1815 Waterloo campaign and ending with the 1799 italian campaign.

Dopo molto tempo dedicato alla 2gm, e un po' anche all'epoca medievale e antica, ho deciso di cambiare un po' aria e di dedicarmi all'epoca napoleonica. Da bambino avevo una certa collezione di soldatini Esci e Airfix, molti dei quali poi avevo persino dipinto (con una precisione di gran lunga superiore a quella che ho ora!). La decisione di sviluppare un regolamento per poter giocare con queste miniature era quindi ovvia. 
Al momento ho in mente di espandere la collezione, e nel frattempo completare lo sviluppo di un regolamento da usare. Per quanto riguarda i soldatini, ho cominciato la collezione a partire dalla campagna di Waterloo, visto che avevo già buona parte delle figure necessarie, per poi in futuro procedere a ritroso nel tempo e dedicarmi alla campagna di Lipsia, all'invasione della Russia e via dicendo, per finire almeno con la campagna d'Italia del 1799-1800. 

 Here some photos of the first parts of the collection; note that many figures are painting conversions (bad ones...) and that most of them were painted more than 10 years ago - back then I was better at painting.
The basings are a temporary solution while I devise a better method.

Di seguito alcune foto della prima parte della collezione. Molte figure sono conversioni pittoriche (non ben riuscite...), e molte altre sono state dipinte più di 10 anni fa. Le basette sono temporanee e potrei decidere di sostiuirle con qualcosa di meglio in futuro.


Here a part of the british forces, all these figures have been painted 10 or even 15 years ago.

Sopra, parte delle forze britanniche: tutte le figure sono state dipinte 10 o persino 15 anni fa!


Then the dutch forces, these are instead all new figures.

Quindi le truppe dei Paesi Bassi; queste invece sono tutti soldatini nuovi.


Above the prussians, some of these figures are quite in bad shape and would need some refurbishment.

Sopra i prussiani, alcune figure sono vecchie e la vernice si sta staccando, per cui urgono riparazioni.


At last the french. Some others are being restored right now. 

Per finire i francesi. Alcuni altri loro compagni sono in fase di restauro proprio ora.

lunedì 11 marzo 2013

KV / IS tanks family

Some of these kits have been already shown, but a couple more photos won't harm anyone - I hope.

Altri kit sovietici, questa volta della famiglia KV / IS. Alcuni sono già comparsi in post precedenti.


In the photo above, upper left a ISU-152, kit from Italeri. This is the full kit, the box had one full kit and a fast assembly one, which I gave to a friend. Lower left, a IS-122, again from Italeri, and again from a combo box, the fast assembly one again I gave to a friend (a different one this time, though).
Upper left, a KV-2 from Forces of Valor.
Lower left, a KV-1 from Italeri (an ESCI reissue).

Sopra a sinistra, lo ISU-152 Italeri, dalla scatola "combo" (1 kit normale + 1 kit fast assembly; quest'ultimo l'ho passato ad un amico). Sotto a sinistra, lo IS-2 sempre Italeri, e sempre da una scatola combo (ed anche in questo caso il modello fast assembly è passato ad un amico. Destino?)
Sotto a sinistra il KV-1 Italeri (ex-ESCI), mentre sopra di esso il nuovo KV-2 di Forces of Valor.


Above the ISU-152, I liked this kit, it's easy to assemble and has nice details. It's very simple and easy to put together, and makes a good starter's kit, if you want to try a full kit with link and length tracks.
The camo is the usual green one, I couldn't resist the "huge number and motto" decals. 

Lo ISU-152 è un kit divertente, con pochi pezzi ma ben dettagliati, e soprattutto facile da montare, adatto quindi anche ai meno esperti che volessero provare a montare un mezzo con cingoli "a pezzi".
Mimetizzazione classica in verde, però vivacizzata dalle decal.


Here the IS-2 Stalin, this kit shares many components with the ISU-152, not surprisingly.
I chose this camo, I know it's unusual but at that time I was momentarily fed up about plain green tanks.
The numbers I painted by hand, the decals were too large and interfered with the hand bars.
Other photos here.

Sopra lo IS-2 Stalin, kit che non sorprendentemente condivide diverse parti con lo ISU-152.
La mimetizzazione è inusuale, ma una piacevole alternativa al solito verde uniforme. I numeri sono dipinti a mano, visto che le decal relative erano troppo grandi e cozzavano con le maniglie.


Above the KV-2 and KV-1 couple. The kits are fairly compatible, sharing similar dimensions and shape.
Take note that the KV-1 is a late production one, while the KV-2 is an earlier one.
The KV-2 is shown in greater depth here and here.

Sopra, il confronto tra KV-2 e KV-1: i kit sono compatibili, avendo dimensioni e proporzioni simili. Da notare che il KV-1 è di un modello più recente rispetto al "cugino".


The KV-1. The radio antenna is made of stretched styrene. The kit while old would be still a good one weren't for the awful tracks: polyethilene ones, too short, too stiff, ungluable, pratically unusable. I finally managed to put them up, after braking some wheels, and the started to crack. Disappointing....

Il KV-1: un kit potenzialmente buono nonostante l'età, se non fosse per i cingoli a dir poco orribili: in polietilene duro, non si piegano facilmente, sono troppo corti, di dipingono male, non si incollano affatto, e subito dopo averli montanti, hanno cominciato a sbriciolarsi.... 
L'antenna della radio è in stirene stirato (ma si chiama stirene perchè si stira facilmente?)


The KV-1 compared with the british Light Tank Mk VI by Airfix (more infos here).
Ok that the mk VI is 1/76 rather than 1/72, but the difference in size is still impressive!

Un confronto tra il KV-1 e il Light Tank mk VI britannico (Airfix). Va bene che il mk VI è in 1/76 e non 1/72, però la differenza di dimensioni è impressionante!






martedì 5 marzo 2013

Bad news...

Just a second before going to bed, I spotted these news...

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/03/05/Chavez-governo-condizioni-salute-molto-delicate-_8346982.html

http://www.guardian.co.uk/world/2013/mar/05/hugo-chavez-dies-cuba

I feel very sorry about all this, I shared Chavez's ideas about national sovereignty, and I'm very sad he had to die that way, in such a difficult moment for the world and for his country.
I know that many people disliked him, but instead I liked his dedication to defend his country from foreign speculations. Italy badly needs someone who defends Her from the drainage of resources She's experiencing, thus I saw Chavez as an example that my country too could follow. 

I'll resume modelling posts next days, I'm not in the mood about that now...