lunedì 17 settembre 2012

Persiani achemenidi (in italiano)

Ecco la promessa versione italiana del post sul mio esercito persiano achemenide.
Questo schieramento è uno dei miei preferiti, se non il pregferito in assoluto, per una serie di motivi. In primo luogo per il colore, a quanto risulta gli antichi persiani, come molti altri popoli indeuropei, amavano molto vestirsi in maniera variopinta e questo permette di sbizzarrirsi molto al momento di dipingere le truppe.
Poi c'è la possibilità di collezionare unità molto diverse tra loro, poichè l'impero achemenide includeva numerosi popoli con culture e tattiche militari molto differenziate.
Le forze persiane avevano grossomodo tre origini: l'esercito regolare, che includeva anche i famosi "immortali" ed era perlopiù composta da persiani, medi e forse altre tribù iraniche; le forze di leva, che comprendevano in linea di massa fanteria leggera; gli eserciti delle satrapie, composti da unità reclutate su base locale e che quindi erano la parte più esotica degli eserciti sul campo. Eserciti provenienti dalle satrapie orientali erano completamente diversi da quelli delle satrapie occidentali.



Sopra è raffigurato l'esercito intero. Notare come molte figure indossino copricapi gialli: a quanto pare questi erano il segno distintivo della "cittadinanza" persiana. Il nerbo dell'esercito regolare era appunto costituito da queste truppe.



Sopra le unità di arcieri, che costituivano la parte più numerosa delle forze persiane al momento della campagna in Grecia. Le unità di arcieri erano suddivise in "squadre" da 10 uomini, di cui 8 armati di arco, 1 dotato di scudo e 1 con funzioni di comando. I soldati dotati di scudo, detti sparabara, si posizionavano di fronte agli altri e li proteggevano dalle frecce nemiche.
Questa tattica, probabilmente mutuata dagli assiri, era piuttosto efficace contro eserciti basati sulle armi da lancio, ma contro i greci, che preferivano il combattimento in mischia ed erano pesantemente corazzati, si rivelò un insuccesso quasi totale.
Ho deciso di dipingere ogni basetta con una specifica uniforme: non è chiaro se queste fossero applicate universalmente, ma certamente i reggimenti di Immortali le indossavano, e quindi è probabile che anche altri reggimenti fossero abbigliati in maniera standardizzata. Le due basette sulla destra rappresentano due distinti reggimenti di immortali.


Sopra sono raffigurati alcune unità di leva, armate di arco o fionda e abbigliate in maniera diversa in base alle etnie di origine. Queste unità solitamente si rivelavano poco efficaci sul campo di battaglia, anche se avevano la loro utilità specie negli assedi o nelle imboscate.


Abbiamo qui la cavalleria, nel nostro caso divisa in cavalleria "media" (unità a sinistra e al centro) e pesante (a destra). La cavalleria media costituiva la parte più numerosa delle unità montate persiane; le unità pesanti erano più rare, e costituivano un'anticipazione dei catafratti dei secoli successivi.
Anche qui ogni unità è abbigliata con una propria uniforme. Gli eserciti achemenidi avevano una proporziona piuttosto alta di cavalleria rispetto ad altri eserciti dell'epoca (senza dubbio più dei greci, che addirittura non di rado erano totalmente sprovvisti di cavalleria).


Sopra a sinistra abbiamo gli schermagliatori, a destra la cavalleria leggera. Queste truppe probabilmente provengono dalle satapie orientali, i cui abitanti erano molto rinomati nelle tattiche di schermaglia in particolare a cavallo. Tra i popoli iranici che fornivano queste truppe vi erano i parti, in quest'epoca poco più che una tribù ma che in seguito avrebbero preso il controllo dell'intero impero, e i saka, ossia la parte orientale dell'immensa nazione scita. 


L'esercito persiano originariamente si basava sulle armi da lancio, ma nel periodo tra le campagne in Grecia e l'invasione di Alessandro Magno cercò sempre più di rafforzare la propria componente di fanteria pesante. Questo non vuol dire che i persiani non avessero fanteria corazzata già da prima: i popoli dell'Anatolia, in particolare i greci, fornivano un numero notevole di opliti di buona qualità; certo è che questo tipo di truppa acquisì sempre più importanza, mentre al contempo le unità di arcieri e sparabara si riducevano senza però scomparire del tutto.
Le unità raffigurate sopra rappresentano la fanteria pesante persiana: queste unità probabilmente costituivano una sorta di èlite, visto che comunque erano già disponibili grandi contingenti di opliti anatolici.
Le due basette nel retro sono due unità di comando.


Gli arcieri e gli sparabara vennero essenzialmente sostituiti da unità di fanteria intermedia, equivalente ai peltasti greci e come essi capaci di combattere sia come opliti leggeri che come schermagliatori pesanti.
Non sappiamo molto di queste truppe, sebbene a quanto pare fossero divenute molto numerose nel tempo; non sappiamo nemmeno come fossero equipaggiate esattamente, anche se pare che avessero scudi leggeri, armi da mischia come spade o asce, giavellotti o forse lance, e probabilemente anche archi. Senza dubbio erano unità versatili, anche se probabilmente svantaggiate contro gli opliti nemici.


Come già detto, gli opliti greci costituivano una parte importante degli eserciti persiani, anche se molto probabilmente era raro vederli impiegati al di fuori delle province occidentali dell'impero.
Il rapporto tra greci ed impero persiano è molto più complesso di quanto si pensa di solito. Oltre a costituire una parte essenziale delle forze delle satrapie anatoliche formarono anche una parte consistente dell'esercito persiano in Grecia. Diverse città greche erano alleate dell'impero, combattendo al suo fianco contro gli altri greci. Alcune di queste città, come Tebe e Sparta, ebbero durature alleanze con l'impero. 
Al momento dell'invasione dell'impero achemenide da parte di Alessandro Magno molti greci combatterono al fianco dell'imperatore Dario, rimanendogli fedeli anche quando tutte le altre truppe avevano abbandonato la lotta. Questo non è certamente un atteggiamento tipico di "mercenari"; è probabile piuttosto che questi irriducibili greci fossero esuli dalla Grecia dopo che le loro città erano cadute in mano ai macedoni, unitisi ai persiani per vendicarsi di Alessandro Magno.
Va detto infatti che agli occhi dei greci dell'epoca non c'erano molte differenze tra macedoni e persiani, entrambi erano egualmente visti come stranieri. Il mito della fratellanza tra macedoni e greci venne diffuso ad arte dai macedoni stessi per controllare meglio le riottose città greche.

Tutte le figure rappresentate in questa pagina sono prodotte dalla Hat e dalla Zvezda; vi sono alcune differenze in stile tra le due ma nel complesso si integrano molto bene tra loro.
L'esercito seppure sia perfettamente giocabile così com'è, può ancora essere espanso, sia aggiungendo mercenari che truppe provenienti dalle varie satrapie.
Tra i mercenari occorre ricordare gli sciti (che verranno illustrati in un post a parte), i quali si trovarono a volte a combattere per i persiani come leve locali o come mercenari, a volte invece a combattere contro di essi.
I regni indiani non erano parte dell'impero, ma grazie a trattati di amicizia ed assistena reciproca fornirono sovente truppe ai persiani; gli eserciti indiani erano essenzialmente costituiti da arcieri, ma comprendevano anche molti elefanti.
Gli assiri erano stati sconfitti dai medi, ed inclusi nell'impero medio e poi in quello persiano. Non esistevano più come entità politica, ma continuarono a fornire truppe specifiche per lungo tempo. Inoltre diversi popoli della zona usavano tattiche ed equipaggiamenti di ispirazione assira, ad esempio i fenici che fornivano alla Persia buona parte della sua flotta e della sua fanteria di marina.
Le satrapie anatoliche fornivano soprattutto opliti, equipaggiati sia alla maniera greca che in base a stili locali.
Anche l'Egitto era parte dell'impero, fornendo la sua quota di truppe.
Le satrapie orientali fornivano soprattutto cavalleria leggera e schermagliatori, ed ogni popolo aveva una sua particolare scelta di armi: chi l'arco, chi la lancia, chi i giavellotti, chi una combinazione dei precedenti.

Si può quindi dire che per quanto riguarda un esercito persiano per i wargame le possibilità di espansione siano infinite. Non bisogna dimenticare infatti che tutti i popoli del vicino oriente prima o poi ebbero a che fare con i persiani, combattendo contro di essi o fornendo truppe per le campagne militari dell'impero.

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